Tarocco: Mazzo di 78 carte di cui 56 normali suddivise in semi tradizionali italiani (bastoni, coppe, denari, spade) e 22 chiamate "grandi Arcani" che riportano figure simboliche.
Arancia tipica della sicilia di importazione araba.
Taroccato si diceva di una superficie dorata a foglia quando veniva picchiettata o solcata da uno stilo, o punzone, per imprimere un disegno nell'oro.
Il termine tarocco o taroccare oggi ha assunto più una forma dispregiativa che indica qualcosa di falso o falsificare.
Si fa risalire l'origine vera e propria dei Tarocchi alla Boemia ed alle popolazioni zingare quella della loro diffusione.
Le prime date che hanno un legame con queste carte possono essere il 14 maggio 1379 in cui compare sul registro dei conti della Corte Francese la nota relativa all'acquisto di un mazzo da 78 carte da parte del Duca di Brabante, che pare lecito pensare si trattasse proprio di tarocchi.
Le più antiche giunte fino a noi sono quelle illustrate nel 1392 per Carlo VI che ora sono conservate alla Biblioteca Nazionale di Parigi.
La prima notizia italiana sui tarocchi è del 23 maggio 1376: nel Libro di Provvigione fiorentina viene dichiarato un nuovo gioco cui viene applicata la legge della zecca.
Il 4 luglio 1382 il magistrato di Lilla vieta i dadi, le taules e le carte. Nel 1387 re Giovanni I proibiva nella Castiglia le carte e gli scacchi. Ma ciò non ne arresta la diffusione.
Il testo "Tractatus de moribus et disciplina humanae conversacionis" dell'anno seguente, in cui Johannes, in ordine praedicatorum minimum, nacione Theotonicus, riporta: "nell’anno del Signore 1377 è arrivato da noi un certo gioco di carte. In questo gioco lo stato del mondo nei tempi attuali e moderni è descritto e figurato in modo perfetto. Ma in qual luogo, in che tempo e da chi è stato composto lo ignoro del tutto... "
Non è molto chiaro se si tratti dei tarocchi o si parli del gioco degli scacchi in quanto in entrambi compaiono re, regine, nobili e popolani. "descrizione del mondo" infatti potrebbe far supporre l'esistenza di Trionfi, l'autore descrive solo giochi con quattro semi e con re, regine, marescialli e valletti, in diverse quantità a seconda dei giochi e dei giocatori. Questo manoscritto, però, non è originale bensì una copia del 1472, il che lascia un ragionevole dubbio sull'esattezza delle informazioni.
Nel XV secolo moltissimi grandi pittori illustrarono i Tarocchi, favolosi mazzi di carte per i personaggi illustri del tempo: sono infatti conservati quelli di Bonifacio Bembo, Marziano da Tortona, Mantegna ovviamente le quotazioni di questi pezzi unici superano le decine di milioni.
Per i ceti più bassi e meno abbienti venivano "stampate" delle carte in serie con acque colorate e l'aiuto di mascherini. Ancora oggi alcune case stampano con i medesimi disegni di allora (in special modo in zone come Marsiglia, Piemonte, Liguria, Bologna).
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